La vera storia dell’8 marzo

“LA VERA STORIA DELL’8 MARZO” a cura dell’associazione adamev@ (relazione dell’evento a cura della Segretaria Francesca Vaccaro)IMG-20170312-WA0024

Sabato 11 Marzo 2017 si è svolto, presso i locali del Museo di Muteo Soccorso – in via Pellico 19, Pinerolo, l’incontro dal titolo “La vera storia dell’8 Marzo”, promosso dall’Associazione Adameva in collaborazione con il Comune di Pinerolo nell’ambito del ciclo “Io lotto sempre”. L’evento è stato condotto dai relatori Giuseppe Bonfratello ed Elena Sasso, documentaristi del Centro di documentazione Antonio Labriola di Torino. Alla presenza di oltre 60 partecipanti, il dibattito è partito da una breve ma significativa analisi della situazione attuale per tornare poi alle origini della proclamazione della giornata internazionale della donna. Elena Sasso, in particolare, ha voluto rimarcare i limiti del tema della liberazione della donna se questo viene separato da una visione più generale sulla necessità dell’emancipazione dell’umanità intera e ha sottolineato l’importanza di non rischiare di vedere la questione femminile in chiave localista o etnocentrica, che vorrebbe le donne occidentali meno bisognose di diritti e libertà rispetto a quelle appartenenti ad altre culture. Le differenze culturali, infatti, non devono né spaventarci né allontanarci da chi, unendosi a noi nella rivendicazione di un mondo più giusto, può solo aiutarci ad arricchire e ad affrettare il nostro percorso verso la libertà. Un breve simbolico omaggio è stato rivolto quindi alle donne rifugiate ed immigrate che quotidianamente affrontano l’inferno dei viaggi della speranza per poi ritrovarsi in una realtà che è sempre meno accogliente ed integrante, a fare i conti con il razzismo, le diffidenze, le immense difficoltà economiche nonché le dure norme di respingimento (in Europa o in America) e di trattenimento (soprattutto sulle sponde del nord Africa).

Giuseppe Bonfratello ci ha magistralmente accompagnato attraverso il percorso storico che ha portato alla proclamazione della giornata internazionale delle donne chiarendo l’equivoco sul luogo comune in base alla quale l’8 marzo sarebbe l’anniversario di un tragicissimo e crudele incidente in un cotonificio statunitense che avrebbe causato la morte di centinaia di lavoratori, in maggioranza donne. Il primo woman’s day, infatti, fu istituito all’ultimo momento a Chicago, nel maggio del 1908, quasi per caso, a causa dell’assenza di un dirigente del partito socialista che tutte le domeniche mattine conduceva delle conferenze politiche in un teatro della città. L’evento riscosse un tale successo che si decise di organizzare un woman’s day in tutti gli Stati Uniti a partire dall’anno successivo. A dare ulteriore slancio alla consolidazione di una giornata internazionale della donna ci fu il lungo sciopero delle camiciaie di New York, nell’autunno del 1909, che rivendicavano l’istituzione di un sindacato di categoria. Molte donne furono duramente perseguite ma ricevettero una grande solidarietà da parte di tutte le organizzazioni femminili: le socialiste, le femministe e le suffragette. Le socialiste americane proposero quindi l’istituzione di una giornata internazionale, da tenere ogni fine di febbraio, all’interno della II Conferenza Internazionale Socialista a Copenaghen nel 1910 e qui trovarono l’appoggio delle esponenti del movimento rivoluzionario europeo, in particolare di Rosa Luxemburg, Aleksandra Kollontaj e Clara Zetkin che da anni sottolineavano anch’esse la necessità di affrontare i temi che, pur partendo dalla condizione femminile, potevano riguardare tutti come ad esempio la rivendicazione delle 8 ore (e a questo proposito Bonfratello ha commemorato le mondine del vercellese che, con le loro coraggiose ed estenuanti lotte, furono le prime in Europa a conquistare le regolarizzazione dell’orario di lavoro in 8 ore al giorno). L’avvio definitivo alla giornata dell’8 Marzo è da collocarsi in Russia nel 1917, quando le associazioni delle donne operaie organizzarono a Pietrogrado la più grande manifestazione femminile della storia, per rivendicare i diritti di voto e di migliori condizioni di lavoro, ma soprattutto per chiedere con forza la fine della sanguinosa guerra che aveva ridotto alla fame la maggior parte della popolazione. Per raccordarsi al movimento americano le operaie russe scelsero il 23 febbraio (secondo il calendario giuliano) che corrispondeva all’8 marzo del nostro calendario gregoriano. E la strage del cotonificio? Purtroppo ci fu veramente un tragico incendio nel 1911 a New York che causò l’orribile fine di moltissimi tra lavoratori e lavoratrici, ma nelle cronache del tempo la notizia fu più correlata ai problemi della sicurezza sul lavoro che non alla condizione femminile. E’ probabile quindi che la leggenda sull’8 marzo, come ricorrenza di una strage in una fabbrica, nacque più che altro dalla necessità, nel dopoguerra, di rilanciare la questione della condizione femminile, rimasta sepolta e dimenticata nei decenni precedenti a causa della lunga depressione economica, del fascismo in Europa e della lunga guerra mondiale. Per finire Bonfratello ha voluto omaggiare le migliaia di donne che non avranno mai un nome sui libri di storia ma che sono state le assolute protagoniste di importanti lotte e conquiste.

Il dibattito è stato anche omaggiato da un breve ma significativo intervento dell’Assessore alla Cultura di Pinerolo, il Prof. Laurenti, che ha ribadito la grande importanza delle ricostruzioni e delle commemorazioni storiche, così sottovalutate o messe in secondo piano dall’attuale cultura mainstream e proprio per questo vogliamo riportare la citazione finale della dispensa “8 marzo: perché?” redatta dal Centro Labriola “…quando non si sa da dove si viene, è molto difficile che si sappia dove si vuole andare”.

Per finire Simona Chiosso, referente per il Museo del Mutuo Soccorso, ha descritto le origini di questo importante e storico luogo della nostra città, sottolineando che si tratta della prima società di Mutuo Soccorso istituita in Italia nel 1848 ed ha accompagnato in visita guidata alcuni partecipanti.

L’evento è stato inoltre allietato da un gradevole rinfresco organizzato e offerto dall’Associazione Adameva in collaborazione con simpatizzanti ed associate.

Ringraziamo di cuore tutti gli amici, i simpatizzanti e i cittadini che hanno preso parte all’iniziativa arricchendo con la loro presenza un incontro dal contenuto decisamente importante e interessante. Ringraziamo l’Amministrazione del Comune di Pinerolo per averci coinvolti nel ciclo “Io l’otto sempre”. Un ringraziamento particolare va al Centro di Documentazione Antonio Labriola di Torino per aver accettato di collaborare con noi per la conduzione di questo incontro. L’associazione adamev@ ha effettuato una donazione al Museo di Mutuo Soccorso per la disponibilità ad ospitare l’evento nei propri locali.

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